SPIRITUALITÀ E NATURA: DA VERNA AD ASSISI

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Guardare indietro per andare avanti. A volte, è riesplorando le radici che inizia la riscoperta. Di se stessi, dell’altro, o semplicemente di un profumo, un sapore, una sensazione. E no, non siamo psicologi, né filosofi, e ancor meno psicologi che filosofeggiano. Perché parliamo di riscoperta? Perché praticare attività fisica – rimedio naturale di qualsiasi disfunzione organica, tassello indispensabile del nostro puzzle biologico – è al tempo stesso una buona scusa per ritrovare la serenità e la genuinità di luoghi per quanto vicini forse ancora un po’ sconosciuti. E anche questo martedì, vogliamo cogliere e sfruttare a 360° questa doppia funzionalità dello sport, con un pizzico in più di attenzione su quella meno immediata: come anticipavamo, appunto, la riscoperta.

Oggi, la nostra camminata rigenerante e riequilibrante ci porta in luoghi di natura incontaminata, ma anche indietronel tempo, con un salto storico-culturale di grande spiritualità: la Via di Francesco(e sì, quello d’Assisi, proprio lui). E per essere chiari, non bisogna essere dei Francescani per intraprenderla. È sufficiente la voglia di fondersi con la natura e di sentirla in tutta lasua purezza. E soprattutto, di abbracciare quello spirito di pellegrinaggio itinerante e selvaggio tipico di chi ha dato a questo cammino il suo nome.

La Via di Francesco, itinerario da poter eseguire a piedi, in bici o a cavallo, collega tra loro alcuni deiluoghi e dei paesaggi più suggestivi e profondi del centro Italia, dallaToscana, passando per l’Umbria, fino al Lazio. Un percorso con più alternative, in cui Assisi – meta prescelta e protagonista – può essere raggiunta da Nord (La Verna) o da Sud (Roma). Oggi, però, visto che lo spirito sportivo si confaparticolarmente a quello avventuriero, abbiamo scelto di partire dall’ Appennino Toscano, per suggerirti un cammino oltre che, oltre alla spiritualità, ti consentirà di godere appieno dell’aria fresca e pulita di alberi, ruscelli e ampie distese di campagna. Dal santuario della Verna fino alla città sacra di Assisi, percorreremo insieme le tappe principali di un altro entusiasmante cammino sportivo alla riscoperta del nostro bel paese!

Tappa 1 – Da La Verna a Pieve Santo Stefano . Si inizia da La Verna, santuario francescano sull’Appennino Toscano, immerso da una monumentale foresta di faggi e abeti e arroccato su un monte dalla vetta inconfondibile, tagliata a picco in tre parti. Oltre la natura, il complesso del Santuario custodisce spiritualità, arte, cultura e storia. Un’ottimo luogo per osservare il panorama, ricaricare i polmoni di aria sana, ma anche per non dimenticare il patrimonio artistico e culturale di chi ha segnato la storia italiana. Dislivelli impegnativi per i primi 6 km, ma il resto è in discesa: una tappa di media difficoltà, con qualche ripida ascesa – da affrontare a passo lento, senza fretta, per abituare le gambe e godere della bellezzadei boschi, ora più rigogliosi che mai. Si arriva così a Pieve Santo Stefano, nota come “la città del diario”, sede di un archivio pubblico che riunisce gli scritti di persone comuni provenienti da ogni angolo dell’Italia, le loro storie e le loro vite.

Tappa 2 – Da Pieve Santo Stefano a Sansepolcro. Il secondo step è una goduria per gli occhi (forse un po’ meno per legambe!): si passa attraverso la Riserva Naturale dell’Alpe della Luna, segnata dalle memorie della guerra, abitata da daini e caprioli, culla generosa di alberi imponenti, paesaggi d’alta quota e scorci mozzafiato. C’è da dire, però, che per affrontare i tratti ripidi del bosco che la attraversa, ci vuole saggezza: riduci il cammino e la velocità, facendo soste su almeno un paio delle tappe intermedie. Passata la paura, comunque, si riparte in discesa verso Sansepolcro, sede di una vecchia comunità monastica, che conserva alcune delle più belle opere Rinascimentali.

Tappa 3 – Da Sansepolcro a Città di Castello. Il cammino è lungo, ma l’andamento piacevole: niente salite impegnative, siprocede per campi e piccoli paesini della vallata dell’Alto Tevere, indubbiamente meno aspra rispetto al paesaggio appenninico. Siamo ormai in Umbria, disegnata da colline, pendii, boschetti e chiese. Città di Castello, ultimo step della tappa, è patria di uno dei più grandi artisti umbri del XX secolo, Alberto Burri.

Tappa 4 – da Città di Castello a Gubbio . Altri scorci ancora: qui, in un percorso di oltre 30 km, si cammina su strade secondarie e mulattiere da poter affrontare senza intoppi, passando per eremi, abbazie e paeselli, immersi nel silenzio delle valli montane e –per l’ultimo tratto della tappa – della pianura che conduce fino a Gubbio. Al termine di un lungo e variegato percorso, dove cultura e natura incontaminata si alternano, Gubbio è una delle città della Via che più rimanda alla figura di Francesco, nella quale decisamente soffermarsi per qualche ora.

Ultima tappa: da Gubbio ad Assisi . Il primo tratto è parecchio impegnativo in termini di lunghezza – circa 36 km di sali e scendi – ed è pertanto consigliabile dividerlo facendo piùsoste. Consigliati, l’Abbazia di Vallingegno, la valle del fiume Chiascio e i castelli in cima ai vari pendii. L’ultimissimo tratto, di 14,5 km, è un sospiro di sollievo: si inizia addentrandosi in silenziosissimi boschi e colline, che da Pieve San Niccolò in poi lasciano spazio a valli, oliveti e vigneti, in un percorso misto di salite, discese, dislivelli e tratti più sereni. E poi, ormai, cisiamo, forza con le gambe! Da porta San Giacomo, si entra ad Assisi, vera e propria città di Francesco, dove dopo aver respirato la natura e averne sfidato le irregolarità, ci si ferma finalmente a pensare, meditare, ripercorrere il filo della storia e – lo speriamo – ritrovare se stessi!

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