Lo sport nella storia: origini ed evoluzione

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Passione o professione, formazione caratteriale o sfogo personale, benessere o estetica, poco importa. Al giorno d’oggi, il termine “sport” racchiude le più svariate accezioni, legate a inclinazioni e necessità deltutto soggettive. Un risultato, questo, frutto di un lungo processo storico, che affonda le sue radici nei primi Homo Sapiens. Perché l’attività fisica è sempre andata di pari passo con l’attività umana , percorrendo ere ed epoche diverse, e assumendo valenze e significati diversi. Sin dalla comparsa delle prime civiltà, le discipline ginniche hanno rivestito un ruolo primario, che oggi si connota per lo più di una sfumatura sociale – lo sport come momento di riunione e ricreazione, passatempo e al tempo stesso palestra di vita – e una sfumatura informativo-psicologica – lo sport come rimedio naturale contro stress e malattie, miglior alleato della salute e, perché no, di un bel fisico. Quel che non sappiamo, però, è che l’attività fisica è nata per ragioni ben diverse.

Nato e cresciuto con l’essere umano, lo sport ha assunto nelle sue prime fasi la forma di danza propiziatoria, rito sacro o movimento atletico atto alla caccia o alla sopravvivenza . E man mano che il processo industriale proseguiva, i tempi di lavoro si sono ridotti lasciando più spazio da dedicare a occupazioni più ricreative e meno impegnative, prima fra tutte lo sport come lo intendiamo oggi. Storici, filosofi, educatori e scienziati ne hanno studiato l’essenza e le manifestazioni, contribuendo ad una maggior consapevolezza della sua utilità e del suo valore. Ci sembra in quest’ottica più che fondamentale dedicare una minuscola parte del nostro blog ad una sessione informativa:oggi, ripercorriamo brevemente secoli e secoli di… storia dello sport!

1. Preistoria – Dura, o forse impossibile, individuare una data d’inizio. Ci basti sapere che in età preistorica, quando i nostri antenati vivevano essenzialmente dicaccia, l’attività fisica era strettamente connessa alla sopravvivenza: l’uomo doveva essere in salute, atletico e scattante. E se da un canto non esserlo equivaleva a mettere potenzialmente a rischio la propria vita, dall’altro le danze rituali assumevano la forma di vere e proprie pratiche ginniche volte a mantenere il corpo allenato e sempre prestante. Nelle antiche civiltà mesopotamiche, lo sport si traduceva in forza, resistenza e destrezza: nuoto, equitazione e lotta venivano utilizzati come “workout” pre-guerra.

2 . Antica Grecia e antica Roma – Per tracciare l’inizio della prima attività fisica praticata, dobbiamo risalire alla grande antichità. È infatti in Grecia che lo sport assume per la prima volta l’aspetto di un fenomeno di ampia diffusione, per certi versi seguendo un’idea non troppo distante da quella dell’epoca moderna (in termini di numero di competizioni e di concezione professionale). Nella Grecia classica, il movimento sportivo è ispirato da ragioni di carattere religioso – l’uomo come immagine vivente della perfezione divina – di carattere estetico –il corpo come emblema del culto della bellezza – e di carattere educativo-funzionale – lo sport come formazionemilitare per i giovanissimi guerrieri del domani. È qui che nascono le Olimpiadi (la prima nel 776 a.C.): gli atleti greci, trainati da un forte spirito sportivo e competitivo, si sfidano a colpi di corse, sport di combattimento, sport equestri e pentathlon (comprensivo di salto in lungo, lancio del giavellotto, corsa, lancio del disco e lotta). La ricchezza di motivazioni e l’ideale estetico-religioso tipicidell’antica Grecia cadono, tuttavia, nell’Italia antica, in cui gli antichi Romani guardano allo sport in qualità di educazione dottrinale ai fini esclusivamente bellici. I giovani si allenano al Campo Marzio cimentandosi in equitazione, tiro con l’arco, lotta, lancio del giavellotto, scherma e corsa con le armi, e diventano protagonisti dei Ludi gladiatori e circensi, celebrazioni che assumono il carattere di grandi spettacoli di massa dagli impulsi scenici, violenti e sanguinari.

3. Medioevo e Rinascimento– Nel Medioevo, torniamo ad elevarci: lo sport fa parte dei principi della cavalleria. Alle sette arti liberali universitarie si contrappongono sette abilità fisiche da acquisire mediante corsa, getto, lotta, gualdana (finta battaglia simulata da giovani armati), torneo e giostre. È l’era del primo Palio di Siena, degli antenati deltennis, della palla e della corda. È, poi, durante Umanesimo e Rinascimento che lo sport comincia ad assomigliare a quel che è oggi, svincolandosi dagli assiomi etico-religiosi e assumendo una valenza sia ricreativa che formativa.

4. Dal 900 ad oggi – Ci avviciniamo al 2019. Si pensi all’importanza dello sport nell’epocafascista, in cui l’educazione fisica è vera e propria disciplina scolastica, e ai decenni immediatamente successivi, che la vedono diversificarsi nelle pratiche e nei metodi più disparati, dal vecchio ISEF ai nuovi corsi di Scienze Motorie. Oggi lo sport è maturo: ha un’importanza socio-culturale per tutti i ceti, è fenomeno di massa che influenza tanto la sfera economica quanto quella educativa, e – ancor più rilevante – non ha più un’unica direzione, ma è dato dall’interpretazione che ognuno di noi vuole associargli. È fondamentale nella formazione di un bambino, ma ancheper il mantenimento psico-fisico di un adulto. Oggi è, insomma, un potente strumento di crescita ed emancipazione personale.

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