Yoga e meditazione: libera la mente, ritrova il tuo centro

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La vita alterna gioie a dolori, momenti di serenità ad attimi di inquietudine, fasi di tranquillità a periodi di grandi stravolgimenti. Se non producesse un grande, caotico mix di emozioni e sensazioni sia positive che negative, d’altronde, non sarebbe vita. E bisogna prenderla così com’è, per quella che è. Pessimismo e malinconia fanno parte del vissuto, ma abbattersi non è un’opzione da contemplare. Si tratta di imparare ad accettare e riconoscere che agli up spesso fanno seguito i down, e che per affrontarli è fondamentale reagire. Agire. Trasformare le fonti di energia negativa in punti di forza per cambiare in meglio, crescere ed evolvere come individui. Oggi parliamo proprio di questo: ricominciare dalla consapevolezza di sé e dall’amor proprio per raggiungere l’equilibrio e la stabilità interiori. Come? Attraverso la disciplina dello Yoga!

Yoga, il più grande alleato del corpo-mente Praticare Yoga è una delle poche soluzioni realmente efficaci per il raggiungimento di un equilibrio a trecentosessanta gradi, tanto fisico quanto mentale: agendo sul piano fisico, su punti specifici del corpo e in maniera “sottile” e mirata, infatti, questa disciplina stimola un processo globale di rilassamento e concentrazione che consente di allentare le tensioni, recuperare le energie e ritrovare nuovamente il contatto con il proprio io. Si tratta dunque di uno strumento che, lavorando attivamente sul corpo, punta alla stimolazione di input interiori necessari a trovare il proprio, personalissimo baricentro. Lo Yoga svuota la mente, rilassa, allontana le ansie e le preoccupazioni accumulate nel quotidiano, garantendo al contempo ottimi benefici fisici, quali allungamento, flessibilità, forza e resistenza. Come? Attraverso le Asana, posizioni generalmente incentrate sull’apertura del petto, sull’equilibrio generale e sulla fortificazione degli arti inferiori. Le Asana hanno quindi effetti a livello tanto fisico quanto psicologico, in quanto stimolano e riequilibrano i Chakra esaltando le qualità interiori e consolidando la consapevolezza di sé. Alle Asana va poi affiancata una pratica meditativa, più o meno presente a seconda del tipo di Yoga che si sceglie di praticare, che ancor più di quello fisico aiuta, grazie alle tecniche di respirazione, a focalizzarsi solo ed esclusivamente sul proprio io, estraniarsi dal mondo e lasciarsi andare.

I presupposti per una pratica efficace – Come per ogni obiettivo che si rispetti, mai sprovvisti di qualche linea guida utile a meglio indirizzare la propria pratica e definirne le modalità. In questo senso, lo Yoga, affinché possa esplicare tutte le sue funzioni benefiche, presuppone un maggior sforzo e focus iniziali su poche ma fondamentali “regole”. (a) Entrare a contatto con il proprio corpo, ossia ritrovare l’equilibrio psicofisico tramite una corretta respirazione: seguendo il proprio respiro naturale, ascoltando gli impercettibili movimenti creati da inspirazione ed espirazione e osservando il proprio corpo da vicino, sarà possibile accogliere i propri pensieri e lasciarli andare senza tensioni, ma soprattutto lasciare che corpo e mente si uniscano in un unico meccanismo vitale. (b) Aprirsi verso il mondo, ossia predisporsi positivamente nei confronti degli altri e dell’universo circostante. Quando si è chiusi mentalmente o si prova una sensazione di pesantezza magari legata a esperienze negative del passato, la schiena e la colonna vertebrale ne risentono chiudendosi e irrigidendosi a loro volta. Lavorare sull’apertura fisica significa stimolare la produzione di energia positiva e ampliare naturalmente lo spazio del cuore. Respiro dopo respiro, per ritrovare tolleranza, generosità e fiducia. (c) Accettare le proprie vulnerabilità, regola base dell’evoluzione spirituale. L’accettazione dei propri talloni di Achille ma anche di ciò che si ha di fronte presuppone la consapevolezza che, prima di cambiare ciò che si vorrebbe cambiare, è necessario cambiare se stessi. E cambiare se stessi significa accettare il corso e l’evoluzione di ogni flusso di vita in entrata e in uscita, interno o esterno. (d) Semplificare, ossia abbracciare il minimalismo materiale per creare un valore aggiunto spirituale. Spostando l’attenzione dal superfluo e dall’esterno all’esperienza interiore e all’essenzialità della propria felicità, si riuscirà a creare maggior spazio dentro di sé e ritrovare un senso di leggerezza e pace interiore.

Le migliori AsanaDue le famiglie di Asana più adatte a infondere energia positiva e a sviluppare gli strumenti più efficaci ai fini del raggiungimento di un equilibrio psicofisico duraturo: quelle basate sulle aperture del petto, utili nello specifico a liberare il corpo dalle tensioni e a portare la mente in una condizione di maggior apertura e positività, e quelle che lavorano sull’equilibrio generale del corpo, che impongono immobilità, concentrazione e lucidità. Te ne suggeriamo quattro – da provare da autodidatta seguendo un tutorial o con l’aiuto di un esperto – miracolose e facilmente realizzabili: Bhujangasana, la posizione del cobra; Vrkasana, la posizione dell’albero; Garudasana, la posizione dell’acquila; e Ustrasana, la posizione del cammello.

 

 

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