Stress da burnout? Chiedi aiuto allo sport!

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Ventunesimo secolo: tecnologie sempre più smart a tenere il passo di vite mai ferme, spostamenti all’interno di uno stesso paese e tra un paese e l’altro all’ordine del giorno e più rapidi che mai, ritmi senza sosta fuori e dentro il posto di lavoro si sommano dipingendo una realtà quotidiana sempre più frenetica e challenging. E a noi, diciamocelo, questa condizione di estrema dinamicità e impegni a incastro sull’agenda un po’ piace. Ma qual è la linea sottile che, se oltrepassata, ci conduce silenziosamente a un punto di non ritorno? Oggi, parliamo proprio di questo: stress da burnout. Come saperlo riconoscere e sconfiggere praticando una sana dose quotidiana di attività fisica .

1. Cos’è il burnout? Fondamentale è, innanzitutto, una giusta consapevolezza delle definizioni e della sostanza delle cose, onde evitare di prenderle sottogamba: il burnout è una vera e propria malattia e rientra, non a caso, nellaclassificazione ICD ( International Classification of Diseases) dell’Organizzazione mondiale della sanità, che descrive la sindrome come uno “stato di esaurimento vitale”. Una definizione forse vaga, ma che se non altro rende bene l’idea. Un campanello d’allarme che sarebbe opportuno avvertire prima di oltrepassare quell’impercettibile soglia di stress cronico da lavoro che rischia di avere conseguenze deleterie in termini di salute sia mentale che fisica. Sì, perché corpo e mente – lo abbiamo ribadito più volte – sono un tutt’uno, e le battaglie dei nostri giorni si combattono a livello mentale ancor prima che fisico.

2. Saper riconoscere il burnout: quali sono i sintomi? – La definizione dell’OMS è volutamente ampia e vaga: le manifestazioni sono innumerevoli e variano da soggetto in soggetto. C’è chi soffre psicologicamente e non manifesta disturbi fisici, chi invece manifesta danni fisici senza apparentemente soffrire dal punto di vista psicologico. Tra i sintomi fisici: disturbi del sonno, affaticamento, tensione muscolare (specie a livello cervicale), alterazione della temperatura corporea e stati febbrili saltuari maripetuti nel tempo e pressione alta. Quanto a quelli di natura psicologica: stati di ansia, alterazione dell’umore, difficoltà di concentrazione e perdita di lucidità, disinteresse nello svolgimento di alcune attività quotidiane e addirittura nella gestione delle relazioni personali. Insomma, questo grande calderoneci fa sorgere spontanea una semplice ma affatto banale domanda: ne vale davvero la pena?

3. Qualche numero– Una ricerca condotta dall’HSE (Health and Safety Executive) ha individuato, soltanto nel Regno Unito, e solo nel periodo 2016-2017 – primi anni di vero boom degli viaggi legati a motivi di business – untotale di 560 000 soggetti affetti da stress lavoro-correlato, nonché da ansia e depressione originate da dinamiche lavorative. E il numero, non troppo sorprendentemente considerati i tempi che corrono, è in costante aumento.

4. Perché sfruttare lo sport per disinnescare la bomba – In via generale, il burnout trae origine dall’esposizione a situazioni di eccessiva pressione psicologica. Lo sport in questo senso può essere un’ottima palestra di vita, perché ad alti livelli è,proprio come il lavoro, un potenziale trigger di pressione psicologica: agli atleti professionisti si richiede infatti di garantire sempre le massime prestazioni fisiche e la massima tenacia psicologica. Ed è dallo sport stesso, fonte di “provocazione”, e nell’ambito dei propri allenamenti che si può e si deve imparare, con risvolti positivi sulla gestione di sé anchesul posto di lavoro. Imparare a individuare e prevenire una situazione a rischio burnout, imparare a gestire al meglio i rischi ormai in atto, imparare a trasformare il peso imposto dall’esterno in energia positiva in grado di rigenerare corpo e mente. Come? Iniziando a conoscersi meglio per raggiungere una piena consapevolezza di sé, in modo da: saper riconoscere eventuali cambiamenti comportamentalie fisici legati a una condizione di stress; saper riconoscere di non essere supereroi con poteri miracolosi, concedendosi quelle vulnerabilità e momenti down che fanno parte della vitadi ogni comune mortale; saper stabilire degli obiettivi realistici e soprattutto personalizzati, ponendo quindi l’asticella sempre più in alto ma in modo graduale, rispettoso delle proprie tempistiche, dei propri limiti e delleproprie potenzialità; e concedendosi periodicamente una pausa, durante la quale dedicarsi solo ed esclusivamente al proprio benessere personale, focalizzandosi sulle attività e sulle relazioni che nutrono la vita e non la distruggono.

5. I piccoli consigli dello sportivo – Al di là dell’aspetto per così dire formativo di cui si connota lo sport agonistico, dobbiamo riconoscere che non tutti hanno la possibilità o iltempo di praticare sport da campioni. Si può benissimo, tuttavia,praticare attività fisica meno pretenziosa con una regolarità sufficiente da annientare quelle sensazioni negative che ogni giorno vengono inevitabilmente innescate da dinamiche lavorative poco sane. A ognuno il suo: a ognuno la propria disciplina, a ognuno il proprio momento della giornata, a ognuno la propria intensità.Purché si lasci fare allo sport il suo lavoro:risollevare l’umore grazie al rilascio diendorfine – ormoni della felicità – e aggiustare i danni da tensione muscolare e sedentarietà. Per uno schema quotidiano libero e flessibile, mainstradato da qualche linea guida generale, consigliamo: 15 minuti di meditazione e/o yoga al mattino, per un rilassamento della mente e una migliore capacità di focus durante il resto della giornata; una pausa pranzo all’aperto con spostamento a piedi o in bicicletta , per sgranchire le gambe, far ossigenare il cervello e rimettere in ordine le idee; un allenamento di durata variabile dai 30 ai 45 minuti al termine della giornata lavorativa, alternando a giorni l’attività cardio e quella di tonificazione, per far lavorare i muscoli troppo a lungo fermi e ripristinare il corretto funzionamento delle articolazioni, ma soprattutto per concedersi un momento di stop intimo, durante il quale ricaricare le batterie del buonumore e renderle funzionanti al massimo per l’inizio di un nuovo giorno!

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