Psoas, muscolo dell’anima: cos’è e perché allenarlo

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La vita ci sottopone a dure sfide. O ancora meglio, la vita stessa è una sfida. Una sfida che per essere sostenuta implica difficoltà da sormontare e ostacoli da scavalcare, ma anche e soprattutto lezioni da imparare e medaglie da appendere. Un’evoluzione interiore continua e ciclica, delcorpo e della mente, che culmina in un’unica – ma grande – vittoria: l’equilibrio. Ecco perché il nostro focus ruota sempre attorno alla consapevolezza di sé: perché per raggiungere un equilibrio personale bisogna saper ascoltare i segnali del proprio corpo e trasformarli in bagaglio esperienziale nella comprensione e cura della propria mente, delle proprie sensazioni e delle proprie emozioni. E a volte, è proprio un’approfondita conoscenza del corpo a venire un po’ meno…

Oggi parliamo proprio di connessioni psicofisiche: di come alcune parti pressoché sconosciute (o ignorate) del nostro corpo abbiano un impatto notevolissimo sulla gestione della nostra vita quotidiana. Oggi, parliamo di una di quelle parti: lo psoas, anche noto come “muscolo dell’anima”.

1. Psoas: cos’è e com’è fatto Per intero psoas maior, si tratta di un muscolo fusiforme situato nella zona lombare laterale, tra la colonna vertebrale e bacino inferiore , che partendo dal corpo della dodicesima vertebra toracica passa per le cinque vertebre lombari fino a unirsi al muscolo iliaco, formandol’ileopsoas. In buona sostanza, lo psoas si estende dal torace fino alla coscia, agendo daconnettore tra colonna vertebrale, bacino e gambe e andando quindi a regolare funzioni vitali quali, banalmente, la capacità di alzarsi dal letto, stare seduti e camminare. Insomma… la mobilità!

2. Funzioni dello psoas: corpo e mente – A questo punto non sorprende che si tratti di uno dei gruppi muscolari in assoluto più fondamentali da un punto di vista, innanzitutto, fisico: la sua struttura lo rende responsabile della flessione dell’articolazione dell’anca, del mantenimento dell’equilibrio e di una corretta postura e dunque del sostegno della struttura ossea nel suo complesso. Lo psoas viene infatti definito il nucleo più profondo del nostro corpo, condizione sine qua non di mobilitàe funzionalità articolari, equilibrio strutturale e flessibilità. Tutelarne il funzionamentoe allenarlo è pertanto essenziale per poter rilasciare ogni tensione articolare e muscolare accumulata normalmente nelle nostre giornate frenetiche e stressanti. E qui, ci agganciamo al piano del benessere psicologico. Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che lo psoas, oltre a svolgere una funzione corporea fondamentale, è un muscolo di vitale importanza anche per la nostra mente e la nostra anima. Secondo Liz Koch,educatrice somatica di fama internazionale e autrice di The Psoas Book, questo muscolo esprime il nostro più intimo e profondo desiderio di sopravvivenza e la nostra volontà di evolvere continuamente e prosperare. Ma perché tuttoquesto chiasso? Per una ragione semplicissima: lo psoasè collegato non solo a vertebre lombari e bacino, ma ancheal diaframma, muscolo che regola la respirazione. Le connessioni tra psoas e diaframma, quindi, collegano ai fatti la capacità di camminare a quella di respirare e sono responsabili della modalità di reazione a stati di ansia, paura ed eccitazione . Se lo psoas è contratto è contratto anche il diaframma, se il diaframma è contratto il respiro si fa corto, se il respiro si fa corto la respirazione accelera e tendiamo ad entrare in stati di ansia e agitazione. Allenare lo psoas vuol dire imparare a distenderlo ed evitarne la contrazione , con conseguenti risultati in termini di risposta psicologica: psoas disteso, respiro profondo, capacità di mantenere la calma e irradiazione di energia positiva. Viceversa, psoas contratto, respiro corto, necessità di fuga e incapacità di reagire alle tensioni psicologiche (ma anche fisiche) cui siamo sottoposti quotidianamente.

4. Come capire se è contratto – Prima ancora di allenarlo, dunque, è fondamentale imparare a percepirne lo stato. Un metodo semplicissimo e fai da te è quello di sdraiarsi supini e portare un ginocchio al petto, mantenendo l’altra gamba distesa a terra. Se lo psoas non è contratto, la gamba rimarrà tesa a terra senza problemi, via la paura. Se lo psoas è contratto, la gamba si piegherà. E allora, corriamo ai ripari!

5. Allenare lo psoas e mantenerlo disteso Le discipline più adatte sono – e non ci sorprende – quelle che favoriscono l’allungamento muscolare, la stabilità strutturale e la coordinazione tramovimento e respirazione: tra le più notelo Yoga e il Pilates, tra quelle più ignote il metodo Feldenkrais (dall’omonimo scienziato e fisico israeliano che lo ha ideato), un sistema di educazione somatica che sfrutta il movimento per sviluppare una maggior consapevolezza di sé e dei propri schemi motori. Non sempre, tuttavia, è possibile frequentare assiduamente un corso specifico o farsi seguire da un esperto. Per questo, suggeriamo qualche esercizio di stretching semplice e fai da te!

(a) Da una posizione di quadrupedia, allunga una gamba all’indietro tenendola tesa e portando il ginocchio verso il mento, alternando lo stesso movimento con l’altra gamba. Ripeti per 15 volte a gamba, a un ritmo regolare ma non troppo veloce.

(b) In ginocchio, porta avanti una gamba piegandola a 90 gradi e stabilizza il corpo in modo da allineare entrambe le ginocchia e il bacino. La gamba opposta dev’essere distesa all’indietro e il collo del piede appoggiato al pavimento, il ginocchio della gamba flessa in avanti non deve superare la punta del piede. Inspira ed espirando contrai l’addome, porta il bacinoverso il basso spingendo il pube in avanti.Tieni la posizione per 15 secondi e cambia gamba. Ripeti 3 volte a gamba.

(c) Seduto sul bordo di una sedia o di uno sgabello, con le gambe divaricate all’altezza delle spalle, allunga le braccia in avanti mantenendole parallele al pavimento. Fletti lentamente il busto all’indietro tenendo stretti addome e glutei e torna alla posizione iniziale con la schiena eretta. Ripeti 10 volte.

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