Personal training: sport consapevole, motivato e costante

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Adottare uno stile di vita sano inclusivo di sport, dieta e ritmi cadenzati è forse il buon proposito più gettonato del secolo. Le intenzioni non mancano mai: “da domani”, meno aperitivi e cene fuori, più allenamenti e pasti salutari. Quante volte ce la siamo cantata e suonata? Eppure le volte che abbiamo centrato l’obiettivo si contano sulle dita di una sola mano. Se una volontà di partenza esiste, perché riportare idee e parole sul piano concreto è così difficile? È proprio a questo comune dilemma che oggi vogliamo rispondere, suggerendo una soluzione pratica, realizzabile ed efficace: il personal training. Da soli, diciamocelo, siamo un po’ un disastro. E non perché manchi lo sprint, ma perché mancano la giusta motivazione e la consapevolezza, il giusto criterio e laconoscenza. Chi, dunque, meglio di una figura professionale ad hoc può sostenerci, spronandoci ad attivarci e smetterla di tergiversare? Un allenatore è maestro, professionista e complice al tempo stesso. Vediamo perché scegliere un percorso guidato e come ritrovare una costanza forse mai pervenuta!

Chi è il personal trainer – Non ci limitiamo a un ambiente ristretto: chi esercita questo mestiere lo fa indubbiamente spesso in una palestra, ma può anche essere operativo in maniera indipendente e scegliere di allenare a casa, in un parco o per strada. Il dove, insomma, non ci interessa. Ci interessa la sostanza. Il personal trainer è a pieno titolo un professionista, che si occupa della gestione individuale di sportivi alle prime armi, assidui o atleti giàaffermati. In quanto professionista, ha un solido know-how dietro le spalle: la formazione è ampia e comprende (ma non si limita a) fisiologia e biologia, anatomia funzionale e meccanica del movimento, nutrizione e psicologia. La conoscenza del corpo umano a trecentosessanta gradi consente al personal trainer di portare avanti la propria missione: accompagnare l’allievo verso il raggiungimento degli obiettivi in maniera più mirata, rapida ed efficace, nel breve e nel lungo periodo. E prima ancora di elaborare un programma altrui, l’allenatore stesso ne segue necessariamente uno: si passa da un’anamnesi iniziale del soggetto – una sorta di colloquio conoscitivo – all’elaborazione di un programma basato proprio sulle conclusioni tratte in fase di anamnesi, al controllo dell’allenamento per eventualmente integrarvi esercizi nuovi e modificarne di vecchi, fino al monitoraggio dell’efficacia dell’allenamento stesso.

Qual è il ruolo del personal trainer – Un ruolo, uno solo, sarebbe decisamente riduttivo. La realtà è che di ruoli, un allenatore ne assume un’infinità, tutti interconnessi, integrati e interdipendenti. Tutti, però, sono indubbiamente riconducibili a una parola: cura. Cura attenta ed estrema del soggetto, delle sue specifiche esigenze e dei suoi obiettivi personali. Un personal trainer infatti non si limita a riportare il proprio allievo sulla retta via e a farlo avvicinare a uno stile di vita sano, ma lo aiuta a conoscere meglio se stesso, a capire come sfruttare al massimo il proprio corpo e a trovare le giuste motivazioni per non fermarsi ai primi incidenti di percorso. Un allenatore, in buona sostanza, motiva a concepire lo sport non come obbligo, ma come uno stile di vita che diventa irrinunciabile, coniugando così benessere fisico e salute mentale.

I vantaggi del personal training – Su questo punto, poi, potremmo scrivere un papiro. I vantaggi sono innumerevoli e inglobano varie aree della sfera personale. Per non affaticare troppo gli occhi dei nostri lettori, comunque, ci sforziamo di riassumere quelli che ci sembrano essere i più evidenti!

1. Ritrovare la motivazione e mantenere la costanza : il personal trainer rappresenta una sorta di appuntamento fisso da non poter saltare. Se, infatti, l’autogestione porta spesso a rimandare e/o concedersi eccessivi strappi alla regola, d’altra parte l’affiancamento di un allenatore è in primo luogo un impegno da mantenere, in secondo luogo un incoraggiamento di una persona esperta e fidata quando l’autostima e la perseveranza vengono meno. Un personal trainer individua i miglioramenti dell’allievo, anche quelli meno visibili, rendendolo consapevole di ciò che sa fare ed è in grado di fare, risollevandone l’autostima e invogliandolo a non smettere mai di migliorarsi.

2. Personalizzazione degli allenamenti : ognuno è fatto a modo proprio. Da autodidatti si cerca spesso di seguire i consigli o le routine sportive altrui, sperando o essendo convinti di raggiungere gli stessi risultati. Nulla di più sbagliato! Ogni corpo è strutturato a modo proprio ed è più o meno forte, più o meno debole. Ogni mente ha le sue esigenze e non tutti perseguono gli stessi obiettivi. Il personal trainer si avvale dei propri strumenti professionali e della conoscenza profonda dell’allievo per creare un programma personalizzato, tarato sull’individuo: terrà quindi conto dello stato fisico del soggetto, dei suoi limiti e delle sue possibilità, di eventuali disfunzioni muscolari/articolari, dei suoi obiettivi, del suo stile di vita, del suo background medico ma anche psicologico.

3. Ottimizzazione ed efficacia degli allenamenti : effetto diretto della personalizzazione. Un programma ad hoc consentirà di raggiungere gli obiettivi prefissati nel minor tempo possibile, guadagnando in termini di dinamicità, efficacia e regolarità.Rispetto a un allenamento autogestito o in gruppo, infatti, un training one-to-one è decisamente più indicato se si sceglie di intraprendere un percorso che abbia un risvolto di qualsiasi tipo, che si tratti di dimagrimento, tono muscolare o equilibrio della mente. Gli esercizi più giusti, nel modo più giusto e nei tempi più rapidi. Addio agli sforzi vani che pensavamo servissero a qualcosa, addio alle sessioni di allenamento infinite e senza criterio che affaticano i muscoli senza sfruttarne al meglio la forza e la resistenza.

4. Divertimento e varietà : in qualità di professionista, un personal trainer sa come invogliare chi ha di fronte ad allenarsi con costanza e ha un ampio repertorio di assi nella manica da cui attingere. Saprà quindi arginare la noia variando spesso il programma, includendo nuovi esercizi e spaziando dal cardio e i pesi liberi alla flessibilità e l’allungamento, proponendo soluzioni innovative che non facciano leva sui consueti macchinari o sulle solite ripetizioni di addominali e glutei.

5. Allenarsi in sicurezza : ultima, non per importanza, l’incolumità di muscoli, articolazioni e ossa. Quante volte si esce da un allenamento muniti di dolori, acido lattico, strappi e lesioni di vario genere, banalmente perché ci si auto-convince di fare tutto nel modo giusto? Basta peccare di saccenza, lasciamoci guidare da chi ne sa più di noi. Il personal trainer non solo controllerà che tutti i movimenti siano eseguiti in sicurezza e con le giuste attrezzature, ma soprattutto terrà presente che non tutti gli esercizi sono ottimali per determinate condizioni mediche. Il giusto mezzo, la giusta misura, il giusto peso, la giusta postura!

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