Non solo pizza: popolazione italiana e sport

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Italia, culla di una cultura culinaria tutta made in Italy, ricco serbatoio di variegate e inconfondibili tradizioni regionali, patria di pasta e pizza nelle loro mille e più declinazioni. Italia e italiani, popolazione il più delle voltericollegata all’arte del gesticolare e – per l’appunto – alla passione smodata per il cibo in ogni sua forma. E noi italiani, nulla da ridire, dietro ai fornelli e seduti a tavola siamo senza dubbio alcuno degli assi. Quel che meno si sa, è che non mangiamo e basta! Un piatto di carbonara e uno stinco di maiale andranno pur smaltiti, in qualche modo. E a quanto pare, nel corso degli ultimi 3 anni siamo diventati bravi non solo ad accumulare calorie, ma anche a bruciarle!

Oggi infatti, visto che di sport ne parliamo tanto ma forse sappiamo meno di quel che crediamo, siamo qui per darti una panoramica ampia e dettagliata dei numeri dello sport nel nostro paese, generosamente fornita dalle più recenti stime Istat e Coni . Perché se è vero che il tempo trascorso davanti al computer in ufficio o a farci tentare dai dispositivi ipertecnologici del ventunesimo secolo nonè poco, le cifre parlano chiaro: gli italiani praticano più sport, in modo più differenziato e meno strutturato rispetto al passato, e apprezzano sempre di più l’attività fisica in ogni suo aspetto, da quello ludico, al benessere psico-fisico che ne deriva, fino alla funzione sociale e formativa che essa svolge.

Lo sport nel passato – Stando alla prima indagine Istat, datata 1959 alla vigilia dei Giochi Olimpici di Roma del 1960 – 50 anni fa lo sport era un’attività per pochi privilegiati, poco più di 1 milione e 200 mila persone, praticata al 90,8% da una popolazione maschile e adulta. Uno sport indubbiamente diverso da oggi non solo in termini di numeri, ma anche di tipologia: la caccia al primo posto, immediatamente seguita dal calcio. Insomma, un quadro piuttosto scarno.

Lo sport oggi – La tendenza, come accennavamo, è cambiata in positivo, specie a partire dal 2015. L’età media di inizio della pratica sportiva è diminuitanotevolmente, gli italiani di età superiore ai 3 anni chepraticano uno o più sport sono ben 20 milioni, il 24,4% dei quali con continuità, un esiguo 9,8% saltuariamente. E questo, rassicuriamoci, è sintomo di diversi cambiamenti, tra cui indubbiamente la volontà di abbracciare uno stile di vita più sano.

Continuità vs saltuarietà – La pratica continuativa cresce per entrambi i sessi e indistintamente per ogni fascia d’età: dal 15,9% nel 1995 fino al 24,5% nel 2015, aumenta la popolazione italiana che dichiara di svolgere attività fisica regolare senza interruzioni.

Uomini vs donne – In entrambi i casi, tiriamo un sospiro di sollievo: entrambi i sessipraticano più sport rispetto al passato. Tuttavia, il gap persiste: tra gli uomini, il 29,5% svolge attività fisica con regolarità e l’11,7% saltuariamente, mentre tra le donne le percentuali si abbassano a – rispettivamente – il 19,6% e l’8,1%.

Fascia di età– Più si invecchia, meno ci si allena. La pratica sportiva èmassima nella fascia di età compresa tra gli 11 e i 14 anni – ben il 70,3% della popolazione, di cui 6,1% in modo continuativo e 9,3% in modo saltuare. Poi, ahimé, l’avanzare degli anni lascia un po’ a desiderare.

Nord vs Sud– La geografia anche fa la differenza. A quanto pare, tra Nord e Sud c’è un abisso: la quota di praticanti è massima al Nord-est con un buon 40,4%, decresce a Nord-ovest con il 39,5% e al Centro con il 35,3%, fino a ridursi a uno scoraggiante 26,2% al Sud e nelle isole. Tradizione, disponibilità economica, eredità familiare o tutta colpa di mozzarelle di bufala e cornicioni ripieni?

Fattori influenti – Ovviamente, diversi sono le variabili che influiscono sulla volontà/possibilità di abbracciare la pratica sportiva o meno. Prima tra tutti, l’istruzione. Ciò detto, di fattori a influire concorrono: il ruolo delle famiglie e la loro capacità di tramandare i valori socio-comportamentali veicolati dallo sport ai propri figli, la disponibilità economica delle famiglie stesse, e la presenza/la qualità di apposite strutture ove potersi allenare.

Perché gli italiani praticano sport – Stando alle stime dell’Istat, il 60,3% della popolazione italiana svolgeattività sportiva per piacere, il 54,9% per mantenersi in forma (il lato estetico ormai, si sa, vuole la sua parte),il 49,5% per svago e il 31,6% per scaricare la mente da ansia e stress.

Gli sport più praticati – Tra gli sportivi, oltre 5 milioni di persone prediligono ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica (una buonapercentuale riguarda la popolazione adulta), oltre 4 milioni si dedicano al calcio (prevalente per gli under 35), seguiti da un numerovagamente inferiore di persone che praticano sport acquatici (in particolare il nuoto, più diffuso tra i bambini fino ai 10 anni di età).

I sedentari e le scuse – Purtroppo, nonostante la tendenza sia al rialzo rispetto a più di 50 anni fa, una buona fetta della popolazione resta affezionata al divano. Circa la metà della popolazione di età maggiore uguale ai 3 anni non ha mai praticato sport , 1 persona su 5 ha praticato uno sport per poi interromperlo e, in generale, il 26,5% della popolazione non pratica sport veri e propri ma svolge attività fisica da auto-didatta (passeggiate a piedi o inbicicletta, prevalentemente). Le scuse più diffuse?Mancanza di tempo al primo posto, seguita dalla mancanza di interesse, da stanchezza e pigrizia, da motivi di salute, familiari ed economici.

Tanto da migliorare ancora, e tanta strada da percorrere. Ma siamo sulla retta via!

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