Allarme stress e stanchezza: ricomincia dallo sport

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Settembre ormai avviato ed estate giunta agli sgoccioli. E come ogni anno, farsene una ragione è impresa non da poco. Il 2020 in particolare, poi, ha messo tutti a dura prova: la pandemia, l’intero mondo in ginocchio e la necessità di adattamento a una situazione senza precedenti i cui effetti echeggiano sonori ancora nelle menti, stanche almeno quanto i corpi. E se la parentesi vacanze ha permesso di respirare almeno per un attimo, d’altra parte l’impressione è quella di non aver mai ripreso davvero le forze. Stress da rientro in ufficio e da ritorno alla realtà, stanchezza psicofisica annessa. La via più comune? Tergiversare e aggirare il problema, crogiolandosi in una fase di stallo in cui la cura di sé è l’ultima della lista delle priorità e in cui il caos sembra regnare sovrano. Ma bisognerà pur riprendere la propria vita in mano e ritrovare dei ritmi più o meno sani, rientrare nella routine o – perché no – costruirne una nuova che aiuti a risollevare l’umore. Dunque, nuovi input e nuovi stimoli per rialzarsi a testa alta: e noi, vogliamo ritrovarli proprio a partire dallo sport!

Perché lo sport contro stress e stanchezza – Iniziamo da una precisazione, onde evitare equivoci. Lo stress non va di per sé concepito nella sua accezione negativa, ma preso per quello che è effettivamente: una sollecitazione proveniente dall’esterno, atta ad attivare le risorse dell’organismo. In pratica, una richiesta da parte dell’ambiente che implica una sensazione di attivazione psicofisica utile affinché l’individuo mobiliti le proprie capacità per raggiungere un obiettivo. E il raggiungimento di un obiettivo implica a sua volta crescita individuale e maggior soddisfazione personale. Focalizzarsi sullo sport, in questo senso, consente non solo di gestire meglio l’ansia e colmare le proprie carenze, ma anche di tenere la mente impegnata nella costruzione di un “io” più solido e forte. Come? Attraverso sfide continue quali il raggiungimento di una certa prestazione, il rapporto interpersonale con allenatore ed eventuali compagni, la stanchezza fisica e i segnali del proprio corpo. Stimoli che, se colti nella maniera giusta, costituiscono le fondamenta di una vita sana, felice e rispettosa di sé. Ma lo sport – e no, non è un paradosso! – aiuta anche a combattere quella sensazione di stanchezza cronica che spesso si manifesta sotto forma di perdita di energie, azzeramento della forza di volontà e inettitudine. Una stanchezza spesso non realmente fisica, ma legata a un eccesso di stress che la persona stessa lascia accumulare nel proprio organismo: un mix di ansia, postura sbagliata, alimentazione squilibrata e orari sballati. E anche qui, nulla di meglio di una buona dose di attività fisica per rimettersi in sesto. Perché? Perché praticando sport, nel modo e con i ritmi giusti, si mettono in circolo sostanze anti-infiammatorie che aiutano il corpo a riprendersi gradualmente. Il famoso rilascio di endorfine, per capirci.

Consigli utili per una ripresa con i fiocchi – Il primo che ci viene in mente è (a) porsi delle domande: chiedersi se riprendere lo sport che si è sempre praticato o provare una nuova disciplina, interrogarsi su quali siano i bisogni reali hic et nunc, ad esempio se si preferisce un’attività improntata prevalentemente sull’equilibrio e la stabilità della mente, una che invece sia più focalizzata sulla costruzione di una silhouette più snella e sulla perdita di peso, o ancora una che consenta di sfogarsi e sprigionare tutte le tensioni e le sensazioni negative accumulate nella vita quotidiana. Ciò detto, passiamo a (b) mettere in atto un piano concreto: una volta trovate le risposte alle domande precedentemente poste, capire come effettivamente affrontare le nuove sfide. Se, ad esempio, si sceglierà di allenarsi da autodidatti o di appoggiarsi all’aiuto e all’esperienza di un esperto, con quale frequenza lo si farà, in quali giorni della settimana e in quali orari (chiaramente, con un margine di flessibilità sempre più che lecito), e quale tipo di alimentazione si dovrà abbracciare in base al tipo di attività fisica scelto e all’entità dello sforzo che tale attività implica. Ultimo must, non per importanza, (c) riprendere gradualmente: mai esagerare. Sottoporre il corpo a una sollecitazione eccessiva e improvvisa è l’errore più grande che si possa compiere. Il trucco, invece, è sì chiedere a se stessi uno sforzo e del lavoro, ma non troppo: avvertire la giusta sensazione di affaticamento muscolare, richiedendo ai muscoli di ricominciare ad adattarsi, ma senza distruggerli. Saper dosare l’attività fisica significa non solo compensare di volta in volta lo sforzo compiuto con una riserva di energia necessaria ad affrontare l’allenamento successivo, ma anche fare più volentieri e con maggior costanza. Lasciare, insomma, la mente più libera e agevolarla nel lungo e complesso processo di sviluppo che praticare uno sport richiede.

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