Enriqueta Basilio: la donna ultimo tedoforo che fece crollare un muro

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Olimpiadi Città del Messico 1968, cerimonia di inaugurazione: il mondo dello sport apre una nuova strada alle donne e alla loro partecipazione ai Giochi Olimpici. A segnare la svolta epocale è Enriqueta Basilio, prima figura femminile nella storia a guadagnarsi l’onore dell’ultima corsa da tedofora per l’accensione del simbolico fuoco olimpico. Un momento catartico, emozionante e irripetibile.

Brevi cenni storici su Enriqueta – Nata a Mexicali il 15 luglio del 1948, è stata ostacolista e velocista messicana, la cui fama ebbe inizio proprio durante la XIX Olimpiade a Città del Messico. Queta – come da nomignolo – è stata l’unica donna nella storia dei Giochi Olimpici a completare nello stesso anno gli 80 metri ostacoli e i 400 metri piani, una specialità (sia maschile che femminile) a velocità prolungata dell’atletica leggera che si corre su pista, parte del programma olimpico dalla prima edizione del 1896. Classificata settima alla corsa a ostacoli alti nei Giochi panamericani del 1967, tre anni dopo avrebbe ottenuto il bronzo nella staffetta 4×100 metri in occasione dei Giochi centroamericani e caraibici. Grazie alla sua tenacia, alle multiple medaglie da ostacolista messicana ottenute e alla simbolica corsa con la torcia del 1968, è stata poi membro del Comitato Olimpico Messicano, oltre ad aver ricoperto un ruolo politico nel Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI).

Olimpiadi 1968: il primo ultimo tedoforo donna – Siamo a Città del Messico, il 1968 è un anno piuttosto turbolento dal punto di vista socio-politico e Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne e strenuo oppositore della partecipazione femminile ai suoi adorati Giochi, avrà del grosso filo da torcere. Uno dei momenti più spettacolari e simbolici, la cerimonia di apertura: l’accensione del braciere olimpico da parte dell’ultimo tedoforo, figura emblematica reintrodotta nelle edizioni moderne con i Giochi di Berlino del 1936. Per la prima volta nella storia, l’atleta ad accendere il fuoco olimpico è una donna. Una ragazza a dire il vero, di 20 anni precisi, venuta da un Messico lontanissimo e arretrato, la Bassa California. Per Enriqueta è una sorpresa venuta fuori all’ultimo momento, una scelta del tutto inattesa. Con la celebre torcia in mano, ancora molto giovane ma dallo sguardo fiero e forte, sfila i 93 gradini che dalla pista portano al braciere con dei semplici pantaloncini e maglietta bianca: il suo vestito da festa, lo avevano dimenticato.

Una svolta epocale simbolica – In un’epoca ancora intellettualmente chiusa ed estremamente rigida, di rivolte civili, lotte politiche e sconquasso generale, la scelta di Enriqueta come ultimo tedoforo lascerà a bocca aperta molti e li farà parlare a lungo. Una scelta che, tuttavia, non solo segnerà la storia dello sport, ma aprirà definitivamente una nuova strada alla popolazione femminile abbattendo un muro di cemento armato. La sua sfilata segna un punto di svolta in un’Olimpiade sempre molto gelosa e attenta alla sua ritualità, ed è la dimostrazione viva e palese di un mondo intero che sarebbe finalmente cambiato. Oggi, a distanza di oltre 50 anni, a quelli che ci auguriamo possano essere i Giochi di Tokyo, lo sport sfiorerà la parità assoluta con una partecipazione femminile del 49%.

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