CIBO ED EMOZIONI

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Equilibrio è consapevolezza di sé, delle proprie emozioni e del proprio corpo. Più dinamiche entrano in gioco a determinare quello che siamo, come ci sentiamo e cosa mangiamo. La calma apparente nasconde a volte focolai di tensioni e ansie messe a tacere, e questo influisce in un modo o nell’altro sul comportamento che adottiamo a tavola (o meglio, davanti al frigorifero). Perché la fame, che sia concreta o frutto della nostra immaginazione, è legata in maniera non indifferente al nostro stato emotivo. I nostri comportamenti alimentari sono complessi e multiformi, in quanto frutto di numerosi fattori, legati non solo all’appartenenza culturale, alla disponibilità economica e alle tradizioni familiari, ma anche alle esigenze biologiche individuali – genetica, gusto e funzione neuro-endocrina – e a fattori psicologici ed emotivi.

La teoria ci vorrebbe consapevoli e rispettosi delle nostre necessità fisiologiche. La realtà, invece, dimostra che l’influenza di stati d’animo e momenti di stress sulle scelte e i comportamenti alimentari è esperienza più che comune. Va da sé che la fame, quella vera, ha poco a che vedere con quello che scegliamo effettivamente di mandare giù, che è invece il più delle volte dettato da bisogni per nulla fisiologici. Non a caso, la scienza distingue tra fame fisica, graduale e posticipabile, priva di sensi di colpa, caratterizzata da scelte volontariee consapevolezza di quel che si mangia e in quali quantità, e fame emotiva, improvvisa e urgente, insistente, scatenatrice di sensi di colpa, compulsiva e quasi automatica, e legata a scelte alimentari specifiche. Cioccolato, snack dolci e salati preconfezionati: comfort food per ritornare a provare una sensazione – per l’appunto – di conforto dopo un’ insoddisfazione all’università o a lavoro, una batosta nella vita di coppia, o semplicemente una rabbia momentanea. Esiste, poi, tutta una categoria di comportamenti diametralmente opposti, ma pur sempre radicati nelle stesse ragioni emozionali: digiuno esensazione di scomparsa dell’appetito. Che si finisca per nutrirsi in eccesso o in difetto rispetto a quello di cui il corpo avrebbe realmente bisogno, il rischio in cui si incorre è lo stesso: instaurare con il cibo un rapporto malsano senza rispettarsi. Un circolo vizioso che si manifesta svuotando frigo e credenza per colmare un vuoto emotivo, o lasciando lo stomaco a secco per una sorta di protesta inconscia contro quello che ci è successo o che abbiamo fatto.

Se solo fossimo più consapevoli del rovescio della medaglia! Potremmo (e dovremmo) sfruttare l’alimentazione per migliorarci e aumentare la consapevolezza di noi stessi, facendo addirittura sì che siano le scelte alimentari ad influire positivamente sul nostro stato d’animo, e non viceversa. È infatti scientificamente dimostrato che il cibo esercitaun impatto notevole sul nostro umore: l’assaggio di un sapore intrigante risveglia la nostra curiosità e i nostri sensi, un pastosoddisfacente il giusto favorisce la calma e la sensazione di benessere psico-fisico. E questo accade perché ogni alimento è composto da sostanze non solo nutritive, ma anche in grado di attivare i neurotrasmettitori legati all’umore colpendo olfatto, gusto e vista in maniera positiva. E quando i nostri sensi funzionano, funzioniamo anche noi.

Come imparare, dunque, a tramutare il cibo in una terapia anti-stress e rispettosa del nostro corpo-mente ? Breve, ma chiave: lavorando su noi stessi.

1. Impara ad osservare, conoscere e saper identificare le tue emozioni e dà a te stesso modo e spazio di esprimerle in maniera alternativa: canta e balla per sforgarti, scrivi e leggi per liberare i tuoi pensieri e la tua immaginazione, muoviti o esci a fare due passi per schiarirti le idee, condividi quel che senti con le persone che ami per accompagnare il rilascio emozionale.

2. Ascolta il tuo stomaco e non torturarlo : una volta presa confidenza con le tue emozioni, sarà un gioco da ragazzi non optare per scelte auto-distruttive. Riempiti e saziati quando senti di aver fame, senza spingerti fino a quella sensazione di sazietà estrema che ti impedisce di alzarti dal divano. Mangia con moderazione se il tuo organismo ha bisogno di una pausa disintossicante dopo giorni di eccessi, ma nutriti sempre quanto basta per tenerti in forze, senza digiunare.

3. Esprimi te stesso attraverso la cucina : sii creativo e sbizzarrisciti. Cimentati ai fornelli e divertiti a variare la tua dieta, scegliendo cibi colorati e giocando sui contrasti visivi, o sperimentando e accostando sapori nuovi e originali attraverso l’utilizzo di spezie ed erbe aromatiche che stimolino al meglio i tuoi gusti.

4. Lasciati trasportare dai tuoi sensi quando mangi: rendi l’esperienza con il cibo più sensoriale e meno intellettuale. Mangiare, se lo vorrai, sarà la cosa meno strutturata e complessa del mondo. Osserva l’hic et nunc, senza pensare al prima e al dopo, e rendi i tuoi pasti un’esperienza capace di nutrire non solo il corpo, ma l’intera unicità di quel che sei.

5. L’erba del vicino NON è sempre più verde : non lasciarti influenzare da scelte, abitudini o aspetto fisico di chi ti circonda. Ognuno di noi reagisce diversamente a un determinato tipo di alimento, sia in termini psicologici che in termini fisici. Resta nel tuo, osservando il tuo corpo e le tue sensazioni senza subentrare in futili e infondati paragoni con chi non è nel tuo corpo e non prova le tue stesse sensazioni.

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